Collaborazione scientifica del prof. Marco Toscani e del dott. Pasquale Fino, Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico Umberto I – Università “Sapienza” di Roma.
Il ciclo di vita e la conseguente crescita del capello avviene alla velocità di 1-1,5 cm al mese. Il capello è un elemento vivente che segue un ciclo pilifero della durata media di 2-6 anni. Nell’uomo, al contrario degli altri mammiferi che sono sottoposti ad una muta periodica, questa evoluzione ciclica non è sincrona (quindi ogni capello è indipendente dagli altri). Una perdita fisiologica di capelli fino ad un massimo di cento al giorno è da considerarsi normale. I capelli crescono ciclicamente seguendo tre fasi: una fase di crescita chiamata anagen, una fase di regressione detta catagen ed infine un periodo di riposo detto telogen.

La fase di crescita del capello: fase Anagen
Nella fase anagen si riconoscono sei sottofasi. Le prime cinque sottofasi occupano un periodo abbastanza breve e costituiscono la fase proliferativa, mentre la sesta fase è quella più lunga ed è caratterizzata da una fase di differenziazione. La durata della fase anagen è diversa nell’uomo e nella donna. È riconosciuto che normalmente nell’uomo è di circa 2-4 anni, mentre nella donna è di circa 3-6 anni.
La fase di regressione del capello: fase Catagen
La fase catagen rappresenta il momento in cui il follicolo comincia a diminuire e man mano ad arrestare la propria attività mitotica. Essa ha una durata di circa 7-21 giorni. È difficile trovare capelli in fase catagen al tricogramma.
La fase di riposo del capello: fase Telogen
La fase telogen rappresenta la fase di riposo del follicolo ed ha una durata di circa 3 mesi nel corso dei quali il sacco follicolare, che contiene il bulbo del capello, risale verso l’epidermide. Questa scalata avviene a spese del segmento inferiore del follicolo. In questa fase il bulbo assume l’aspetto tipico a clava dovuto alla retrazione di tutte le guaine follicolari. Un volta terminata questa risalita, il bulbo si trova proiettato verso l’esterno ed alla prima trazione (nel corso di uno schampoo o per un colpo di spazzola) esso lascerà la sede follicolare nella quale sarà probabilmente già ripartito un ciclo anagen per un nuovo capello.
Nell’uomo il ciclo del capello nei vari follicoli del cuoio capelluto è piuttosto asincrono rispetto a quello dei mammiferi che sottostanno ad una muta periodica. Tuttavia nell’uomo esistono nel corso dell’anno due periodi nei quali si assiste ad una caduta di capelli in fase telogen,. Questo avviene nel periodo primaverile e molto più visibilmente nel periodo autunnale. Questa ritmicità sembra obbedire e sottostare a diversi fenomeni ciclici naturali, come la lunghezza della giornata e le variazioni della temperatura nei diversi giorni dell’anno.
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Prevenzione e Soluzioni
Il follicolo pilifero è una formazione di origine epidermica, affondata nel derma e formata dal pelo e dalle sue guaine.
La formazione dei follicoli piliferi è precoce. Essi iniziano a comparire già intorno al secondo mese di gestazione. Tali follicoli continueranno a formarsi per tutta la gravidanza. Infatti alla nascita il bambino avrà tutto il corredo di follicoli di cui è stato geneticamente dotato e da questo momento in poi non se ne formeranno più degli altri.
La struttura dei follicoli piliferi
Il follicolo pilifero affonda nella cute seguendo una certa inclinazione, per questo motivo i nostri peli normalmente non sono diritti, ma sono leggermente inclinati.
La porzione che fuoriesce dalla cute, visibile ed esterna al follicolo, è chiamata asta, stelo o fusto del pelo (spessore medio nell’adulto 65-78 micron). Invece la parte interna al follicolo stesso, situata fra l’ostio del follicolo e l’attacco inferiore del muscolo erettore del pelo, è soprannominata radice. Essa, normalmente non visibile, è ‘immersa’ nella cute ed è circondata da diverse guaine.
Dietro alla ghiandola sebacea, che riversa il suo contenuto nel follicolo pilifero, è localizzato un piccolo muscolo, detto muscolo erettore del pelo. Tale fascio di fibre muscolari è inserito da un lato nel follicolo e dall’altro nel derma più superficiale o avventiziale, dove si continua aprendosi a forma di ventaglio. Il muscolo erettore si attiva in risposta al freddo, o in seguito ad una sensazione di paura. Contraendosi, fa alzare l’asta del pelo, facendo raggrinzire anche la cute attorno al follicolo, che si solleva in modo visibile dando origine alla cosiddetta “pelle d’oca”.

La struttura del bulbo pilifero
Una porzione ancora più profonda, alloggiata nella porzione inferiore della parte profonda del follicolo pilifero, dove si innesta la papilla dermica ricca di vasi sanguigni e terminali nervosi è chiamata bulbo. Essa contiene, nella parte inferiore (in pratica il ‘pavimento’) due-tre file di cellule sovrapposte a rapida riproduzione che costituiscono la matrice (originate dalla guaina epiteliale esterna del follicolo). All’interno del bulbo è presente il pelo, avvolto dalla guaina epiteliale interna, a sua volta circondata dalla guaina epiteliale esterna. Il tutto è avvolto da una sorta di membrana di natura connettivale, cioè formata da fibre.
Da notare che il bulbo, nella parte inferiore, è strutturato in modo tale da accogliere la cosiddetta papilla dermica, una struttura altamente vascolarizzata che fornisce gli elementi indispensabili alla sua attività. Il bulbo ha la funzione di assicurare la germinazione e la proliferazione del capello, quindi ha il compito di nutrirlo.
Un bulbo sano è tondeggiante e il suo diametro è decisamente più largo di quello del fusto del capello.
Il midollo, assente nei peli più sottili, è formato da cellule molto grandi e con grossi spazi interstiziali ripieni d’aria (che possono influenzare il colore stesso del pelo).
La corteccia è la parte principale ed è costituita da più strati di cellule morte ( cioè prive di nucleo e di organuli) ed appiattite, molto simili a quelle presenti nello strato corneo dell’epidermide. Queste cellule presentano pigmento, grazie alla presenza di melanociti localizzati nel bulbo.
La porzione più esterna, soprannominata cuticola, è formata da un unico strato di cellule, molto sottili e trasparenti (in quanto prive di pigmento). Queste cellule sono disposte come le tegole di un tetto, ed hanno lo scopo di proteggere la corteccia sottostante. Al microscopio si presentano come piccole scagliette, il cui margine libero è rivolto verso l’esterno. Nella radice del pelo, anche lo strato più interno del follicolo presenta cellule disposte come le tegole di un tetto, ma in maniera opposta, cioè con il margine libero rivolto verso il basso. Grazie a questa particolarità anatomica, le cellule della cuticola si vanno ad incastrare con quelle della parete del follicolo, migliorando l’ancoraggio del pelo al suo interno.
Le cellule della parte più bassa del bulbo, che circondano la papilla dermica, sono denominate cellule della matrice del pelo. Si tratta di gruppi di cellule indifferenziate, in grado di dividersi attivamente per mitosi. Le nuove cellule che originano da questa divisione si staccano, partecipando alla formazione dei tre strati del pelo o della guaina epiteliale interna, a sua volta composta da tre strati.
Il bulbo contiene diversi gruppi di cellule specializzate nella germinazione e proliferazione del pelo.
La guaina epiteliale interna ha la funzione di conformare l’asse del pelo, cioè di formare una specie di astuccio rigido entro cui il pelo cresce e si allunga. Tale rigidità è data dalla presenza di cheratina.
La guaina epiteliale esterna è formata dall’epidermide, che affonda nel derma ed è costituita da più strati di cellule con funzione di supporto.
Ancora più all’esterno, la membrana connettivale è formata da fibre di collagene (che danno una certa robustezza al follicolo). Essa ha funzione di supporto e contiene sia vasi che nervi.
Follicolo pilifero: la struttura in breve
- Strutturalmente nel follicolo pilifero, dall’esterno verso l’interno, si riconoscono:
- la guaina connettivale (ricca di terminazioni nervose e formata da strati concentrici e longitudinali di fibre collagene con numerosi fibroblasti);
- la membrana vitrea (diretta continuazione della membrana basale cutanea);
- la guaina epiteliale esterna (diretta continuazione degli strati più profondi dell’epidermide che si approfondano seguendo la membrana vitrea);
- la guaina epiteliale interna, formata da tre strati di cellule che originano, come quelle del pelo, dalle cellule della matrice.












