Tigna, Tigna Favosa e Kerion

Tigna, Tigna Favosa e Kerion

Problemi di cuoio capelluto

  Collaborazione scientifica del prof. Marco Toscani e del dott. Pasquale Fino, Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico Umberto I – Università “Sapienza” di Roma.

Origini, sintomi e caratteristiche dell’infezione da Tigna del cuoio capelluto (Tinea capitis)

La Tinea capitis detta anche Tigna è un’infezione fungina, causata dai generi Microsporum e Tricophyton.

L’invasione del capello da parte del fungo segue tre modelli di comportamento: ectrotrix, endotrix e favo. Nel caso dell’ectototrix la cuticola del pelo è distrutta e l’invasione è esterna. Nell’endotrix l’invasione è solo all’interno del pelo con risparmio della cuticola (le ife sono tutte raccolte all’interno del capello). Nel favo lo sviluppo è interno al capello ma il fungo dà luogo a una massa di vegetazione che si estende in superficie andando a formare una piastra tonda depressa al centro detta scutulo.

La forma di Tigna più comune è la Tigna Microsporica che quasi sempre si presenta con prurito e segno dello scalino dell’area interessata dalla perdita di capelli. L’infezione si trasmette da uomo a uomo o attraverso contatto diretto con animali infetti (gatti, bovini, equini).

La Tigna microsporica colpisce i bambini prepuberi d’ambo i sessi e guarisce alla pubertà. Raramente si presenta nell’adulto. Si presenta con una singola o multiple chiazze di alopecia i capelli spezzati a qualche millimetro dall’origine. Al microscopio il fusto del pelo appare parassitato dall’esterno (ectotrix).

La Tigna tricofitica colpisce anch’essa i bambini pre puberi ma la guarigione alla pubertà è molto meno frequente e anche gli adulti, quindi possono esserne interessati. Le chiazze sono piccole e multiple con caratterizzate da ben evidenti punti neri che non sono altro che i capelli spezzati poco dopo l’origine. Al microscopio il fusto è parassitato dall’interno (endotrix).

Origini, sintomi e caratteristiche dell’infezione da Tigna Favosa (Tinea Favosa)

La Tigna Favosa è un tipo particolare di Tigna, causata da Trycophyton schoenleini, eccezionalmente da altri dermatofiti. Il fungo si sviluppa dentro il follicolo pilifero dando luogo a una massa di vegetazione formata di corti micelî e di spore irregolari, la quale si va ad estendere in superficie, formando una piastra tonda di color giallo zolfo, depressa al centro (scutulo), delle dimensioni da una capocchia di spillo a una lenticchia e più. Le formazioni scutulari fondendosi e vegetando producono masse crostose, di color giallo zolfo, secche, friabili in superficie e fortemente aderenti sul fondo, che emanano un odore assai sgradevole. La rimozione dello scutulo lascia una superficie erosa e sangunante che, se non trattata, porta ad un’alopecia cicatriziale. Non guarisce alla pubertà.

Sintomi e caratteristiche dell’infezione da Kerion

Il Kerion infine è un tipo di manifestazione severa di Tigna che colpisce di preferenza il sesso maschile: i bambini al cuoio capelluto e gli adulti alla barba.

Il Kerion è caratterizzato dallo sviluppo di una chiazza eritemato desquamativa che nel giro di qualche giorno diviene rilevata, edematosa e coperta di pustole follicolari. La guarigione è spontanea per eliminazione del fungo e dei peli parassitati. Residua comunque una cicatrice.

Terapie e cura delle infezioni da Tigna del cuoio capelluto, Tigna Favosa e Kerion

Terapia: i farmaci antifungini orali rappresentano il trattamento di prima scelta, e in genere vi è una buona risposta. Le opzioni terapeutiche includono griseofulvina, terbinafina, fluconazolo e itraconazolo. Nella maggior parte dei bambini interessati si ha una ricrescita completa dei capelli nelle aree interessate. Pazienti con infezioni prolungate o severe (favo, kerion) hanno il rischio più alto di un’alopecia permanente. Comunque, anche in questi casi la maggior parte dei capelli ricresce.

Come complemento alla terapia orale è consigliabile anche l’utilizzo di shampoo con proprietà antifungine che riduca il rischio di diffusione dell’infezione ad altri individui, potrebbe inoltre ridurre il rischio di reinfezione.

 

 

 

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