Area scientifica

Collaborazione scientifica del prof. Marco Toscani e del dott. Pasquale Fino, Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico Umberto I – Università “Sapienza” di Roma.

La forfora è un problema del cuoio capelluto che insorge di norma tra i 10 ed i 25 anni. Essa può migliorare tra i 45 ed i 55 anni o può persistere per tutta la vecchiaia.

Cause della comparsa della forfora

La sua causa è data da un accelerato ricambio delle cellule epidermiche che in seguito all’aumento di velocità di migrazione, non riescono a raggiungere la completa maturazione prima di distaccarsi. Si formano e si staccano poi delle squame bianco-grigiastre (ammassi di cellule cornee), localizzate in chiazze o più spesso diffusamente distribuite sul cuoio capelluto.

Il prurito è quasi sempre assente.

Le cause della forfora sono ancora discusse. Alcuni autori ipotizzano una influenza androgena ed altri invece assegnano una importante responsabilità dell’apparato digerente e in particolare del fegato.

La comparsa della forfora è causata inoltre da una serie di fattori collegati all’alimentazione, al metabolismo dei grassi ed a problemi di tipo psicologico. Tutte le persone possono soffrire di questo disturbo in alcuni particolari momenti della loro vita.

Scientificamente dimostrata è invece la presenza in quantità massiccia nelle squame e tra i capelli dei soggetti affetti da forfora dal micete Pityrosporum ovale. Non si sa se è il micete responsabile della forfora oppure se un cuoio capelluto ricco di forfora costituisce un terreno favorevole allo sviluppo del micete.

La presenza della forfora è segno di numerosi problemi del cuoio capelluto, tra le quali la più frequente è la dermatite seborroica. La forfora può associarsi ad altri problemi dei capelli come ad esempio i capelli grassi.

Tipologie di forfora o pitiriasi: secca e grassa

Clinicamente si distinguono due tipi diversi di pitiriasi (o forfora):

1) una pitiriasi secca o semplice (forfora secca) nella quale il cuoio capelluto è coperto da piccole squame molto fini, facilmente staccabili, che impolverano gli abiti, con presenza di cute normale ed un modesto prurito. Essa è spesso provocata da una lieve dermatite seborroica, che non è altro che un’infiammazione della pelle.  Quest’irritazione colpisce le zone ricche di ghiandole sebacee, che appaiono arrossate e desquamate. Questi sintomi si possono anche associare ad alopecia androgenetica (cioè eccessiva caduta dei capelli).

2) una pitiriasi grassa o steatoide (forfora grassa), nella quale il cuoio capelluto è ricoperto da squame più grosse, untuose giallastre, che aderiscono al cuoio capelluto spesso eritematoso e trasudante, con presenza di modesto prurito e ridotta caduta di capelli. Risulta molto antiestetica. Essa è quasi sempre provocata da un rapido sviluppo di alcune cellule dello strato epidermico superficiale. Questo tipo di forfora è inoltre presente nelle persone affette da eczema da contatto o da psoriasi. Il cuoio capelluto risulta essere facilmente irritabile, il che determina il prurito e la relativa caduta delle squame. La loro grandezza varia da soggetto a soggetto e si presentano solitamente in corrispondenza delle tempie, della fronte e delle orecchie. Il disturbo è quasi sempre soggetto a stagionalità e si manifesta con maggiore intensità nelle stagioni fredde, per poi attenuarsi durante l’estate.

I principali organismi che si riscontrano nella forfora sono i batteri aerobi, il bacillo dell’acne (corynebacterium acnes) e svariati Pitirospori. La presenza più frequente è indubbiamente quella del Pityrosporum ovale e tanto più grave è la desquamazione tanto maggiore è il numero di microrganismi di superficie o a localizzazione follicolare con forme libere e filamentose.

In conclusione possiamo dire che il Pityrosporum ovale è il più comune microrganismo quantitativamente associato alla forfora. Infatti una diminuzione del Pityrosporum ovale da parte di un ampio spettro di agenti antimicotici comporta una diminuzione sia dell’aspetto clinico della forfora sia della misurazione oggettiva della desquamazione. Al contrario invece la ricolonizzazione con il microrganismo comporta la ricomparsa della forfora.

Rimedi e trattamenti contro la forfora

In commercio esistono moltissimi trattamenti per capelli, shampoo o lozioni antiforfora. Possono contenere sostanze germicide per combattere i microorganismi, oppure sostanze cheratolitiche per eliminare le cellule morte e limitare la successiva desquamazione. L’uso prolungato di prodotti cheratolitici può però causare una riduzione dello strato corneo ed aumentare la seborrea. Esistono soluzioni a base di acidi che si presentano però come terapie forti e non sempre tollerate. Si può affermare che la soluzione più praticabile è l’incremento della frequenza dei lavaggi e l’utilizzo di uno shampoo specifico antimicotico abbinato ad una lozione.

Nei Centri CRLAB il percorso di consulenza inizia con la rilevazione di alcuni valori misurabili e confrontabili nel tempo, tra cui il livello di idratazione. A seguire vengono proposti i trattamenti più indicati, utilizzando prodotti specifici CRLAB e strumentazione all'avanguardia.
La Linea Antiforfora CRLAB mantiene il cuoio capelluto idratato e contrasta la forfora secca persistente.

Alopecia iatrogena o da farmaci

L’alopecia iatrogena è un alopecia legata in stretta relazione temporale all’utilizzo di farmaci. L’esempio più conosciuto è l’alopecia legata a molti farmaci chemioterapici. Ma sono molti i farmaci che possono indurre un’alopecia od un diradamento, in molti casi transitorio.
L’alopecia da farmaci può essere di tipo telogen o di tipo anagen. Il tipo telogen è una caduta massiva che porta al distacco del capello nel giro di 90-100 giorni. Il tipo anagen compare rapidamente, in media dopo 10 giorni dall’assunzione del farmaco. Quest’ultimo blocca i processi metabolici dei capelli in fase anagen (di crescita), impedendone la maturazione.

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Iperidrosi

Un’eccessiva produzione di sudore su tutta la superficie corporea o solo in alcune zone (soprattutto cuoio capelluto, palmo delle mani, pianta dei piedi) viene detta iperidrosi.
Cause che possono determinare una iperidrosi temporanea sono iperattività fisica, stati febbrili, sauna, vomito e dissenteria. Invece cause che possono determinare uno stato ripetuto di iperidrosi sono ipertiroidismo, ipoglicemia ed alcoolismo.

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Tipologia e morfologia dei capelli

Nel valutare la tipologia e la morfologia dei capelli occorre considerare alcuni parametri ed alcune caratteristiche: forma, densità ed aspetto. La comparsa dei capelli sotto forma di lanuggine si ha durante il quarto mese di gravidanza.
I capelli crescono con una velocità di circa 0,3 mm al giorno, ossia 1 cm al mese. Essi si allungano maggiormente nella donna. Tale crescita in ogni caso tende a diminuire con l’età. Questo ritmo di crescita dei capelli è più evidente nella fascia di età compresa tra i 10-11 anni e tra i 16-18 anni. Questi valori possono variare da soggetto a soggetto. Il ciclo di crescita dei capelli dura in media dai 2 ai 6 anni.
Esistono però delle eccezioni, casi in cui esso può arrivare anche ai 10 anni. Alla fine di ogni ciclo, il capello cade e viene sostituito da un nuovo capello.

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Iperseborrea

La iperseborrea o ipersecrezione di sebo non è altro che un problema del cuoio capelluto dovuto ad una eccessiva produzione di sebo causata dell’iperattività delle ghiandole sebacee. Sintomi immediati della iperseborrea sono il prurito ed il dolore al cuoio capelluto.

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Forfora o pitiriasi

La forfora è un problema del cuoio capelluto che insorge di norma tra i 10 ed i 25 anni. Essa può migliorare tra i 45 ed i 55 anni o può persistere per tutta la vecchiaia.
La sua causa è data da un accelerato ricambio delle cellule epidermiche che in seguito all’aumento di velocità di migrazione, non riescono a raggiungere la completa maturazione prima di distaccarsi.

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Dermatite Seborroica

La dermatite seborroica è un problema del cuoio capelluto molto comune caratterizzata dalla presenza di squame giallastre ed untuose della cute. Essa si associa ad eritema, a piccole formazioni crostose ed ad intenso prurito.

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