Area scentifica

Collaborazione scientifica del prof. Marco Toscani e del dott. Pasquale Fino, Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico Umberto I – Università “Sapienza” di Roma.

I capelli sfibrati sono capelli che appaiono opachi e privi di luminosità. Essi inoltre evidenziano un danneggiamento e deterioramento del fusto visibile macroscopicamente.

Le cause di capelli opachi e sfibrati

Le cause che portano al problema dello sfibramento dei capelli possono essere di origine endogena e di origine esogena.

Una alimentazione sbagliata, gli stress psicologici, le differenze genetiche e i disturbi di tipo ormonale rientrano tra le cause di tipo endogeno. Una eccessiva esposizione al sole, l’inquinamento atmosferico ed i trattamenti tricologici cosmetici aggressivi e frequenti invece rientrano tra le cause di tipo esogeno.
Di norma i capelli sottili e fini si sfibrano più velocemente e più facilmente rispetto ai capelli grossi e resistenti in quanto la loro struttura cheratinica è meno compatta e resistente.

I capelli secchi e fini, essendo meno lubrificati a causa dell’assenza o della riduzione del sebo, subiscono con più facilità i danni dagli agenti esterni e di conseguenza appaiono come sfibrati. Possiamo annoverare tra i capelli sfibrati anche le doppie punte dei capelli, il cui fusto evidenzia una spaccatura nella parte terminale (le punte).

La struttura dei capelli sfibrati

Per comprendere  il processo di deterioramento e di sfibramento dei capelli è importante conoscere la loro struttura.

La sezione orizzontale del capello evidenzia la presenza di tre strati concentrici denominati midollo, corteccia e cuticola. La cuticola, che forma lo strato più esterno, è costituita da scaglie di cheratina (65-95%) sovrapposte le une sulle altre.
Esse formano uno scudo duro e tenace che ha la funzione di proteggere il capello dagli agenti esterni, chimici ed ambientali.
Visti al microscopio i capelli sfibrati mostrano l’assenza della cuticola. Senza cuticola i capelli si assottigliano divenendo sempre più deboli e più fragili.
Tutto questo comporta il deterioramento della struttura di cheratina (microfilamenti compatti) che costituisce la corteccia del capello. Il capello che si trova in queste condizioni e che viene sottoposto ad un trattamento tricologico e cosmetico aggressivo finisce con il deteriorare ed il rovinare la coesione e la compattezza della corteccia, rendendo il capello sfibrato, facilmente spezzabile e più facilmente soggetto a caduta.

Capelli sfibrati: Quali trattamenti evitare

In presenza di capelli sfibrati è necessario evitare di sottoporre i capelli a spazzolature energiche, a trattamenti chimici, a tinture, a cotonature, ad ossigenature, ad eccessiva esposizione ai raggi solari ed ad altri trattamenti aggressivi. Queste metodiche danneggiano molto il capello in quanto distruggono la struttura cheratinica ed impoveriscono il fusto del capello degli aminoacidi solforati necessari a rendere più forte e resistente il capello. Questi accorgimenti servono ad evitare di sfibrare ancor di più i capelli ma non rappresentano affatto una cura se i capelli sono già rovinati. Se i capelli sono già sfibrati occorre agire individuando e sconfiggendo le cause.

Soluzioni e Trattamenti per curare e prevenire i capelli sfibrati

Escluse le situazioni che richiedono una competenza medica nella maggioranza dei casi si può intervenire nella cura e nella prevenzione dei capelli sfibrati modellando un trattamento per capelli sulle specifiche e personali caratteristiche dei capelli sfibrati in esame, utilizzando prodotti tricologici su misura e stando attenti ad evitare comportamenti che mettano in pericolo o a repentaglio la salute dei capelli.

Alopecia fronto-parietale maschile

Seppur confondibile, l’alopecia fronto-parietale maschile è un tipo di alopecia che si differenzia dall’alopecia androgenetica maschile ed è legata probabilmente a diverse alterazioni genetiche.
Essa è dovuta a una progressiva involuzione dei follicoli e porta ad innalzamento della linea fronto-parietale del maschio. Viene anche chiamata “Linea a M” per la sua particolare conformazione.

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Forfora o pitiriasi

La forfora è un problema del cuoio capelluto che insorge di norma tra i 10 ed i 25 anni. Essa può migliorare tra i 45 ed i 55 anni o può persistere per tutta la vecchiaia.
La sua causa è data da un accelerato ricambio delle cellule epidermiche che in seguito all’aumento di velocità di migrazione, non riescono a raggiungere la completa maturazione prima di distaccarsi.

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Cute secca o asteatosi

Prurito di diversa intensità sul cuoio capelluto è una sensazione percepita da molte persone di entrambi i sessi.
Il prurito è un problema del cuoio capelluto che spinge i pazienti affetti a grattarsi la cute e si associa spesso a dolore. Si riconoscono molteplici cause che possono determinare questa patologia che non occorre sottovalutare in quanto può indurre anche alla perdita e caduta dei capelli.

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Peli cuneiformi o peli nani

Si tratta di capelli molto corti di 1 cm o al massimo 2 cm, che di norma evidenziano una scarsa pigmentazione. Questi peli hanno una struttura base abbastanza larga, quasi come nei capelli normali. La loro sezione però tende a restringersi verso la punta assumendo così la forma di un cono molto appuntito.
Questi capelli hanno una forte tendenza a subire una caduta.

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Ghiandole Sebacee

Le ghiandole sebacee sono ghiandole che hanno la funzione di secernere il sebo, sostanza grassa, acida, con pH 3,5. Esse sono poste lateralmente al follicolo pilifero. Le ghiandole sebacee sono localizzate con una densità di circa 100/cm2 su tutto l’ambito cutaneo. Nel corpo umano sono ubicate su tutta la superficie cutanea, tranne che sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi. Vere ghiandole sebacee si trovano nel meato acustico esterno e nelle palpebre dove si presentano allungate e appiattite. Qui esse prendono il nome di ghiandole tarsali (di Meibomio).

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Alopecia iatrogena o da farmaci

L’alopecia iatrogena è un alopecia legata in stretta relazione temporale all’utilizzo di farmaci. L’esempio più conosciuto è l’alopecia legata a molti farmaci chemioterapici. Ma sono molti i farmaci che possono indurre un’alopecia od un diradamento, in molti casi transitorio.
L’alopecia da farmaci può essere di tipo telogen o di tipo anagen. Il tipo telogen è una caduta massiva che porta al distacco del capello nel giro di 90-100 giorni. Il tipo anagen compare rapidamente, in media dopo 10 giorni dall’assunzione del farmaco. Quest’ultimo blocca i processi metabolici dei capelli in fase anagen (di crescita), impedendone la maturazione.

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