2 Omaggi per tutti, -20% con ESTATE20 e -12% con TRICO12
Carrello

Carrello

Cosa succede ai tuoi capelli durante e dopo la gravidanza?

La gravidanza può rivelarsi un periodo bellissimo, pieno di emozioni, speranze e aspettative per il futuro, ma anche in qualche modo complesso. I cambiamenti fisici a cui si va incontro sono molti, alcuni più visibili di altri: il pancione cresce per accogliere una nuova vita, mentre la pelle, e soprattutto i capelli, subiscono importanti trasformazioni dovute al nuovo assetto ormonale. Conoscere le cause di questi cambiamenti è fondamentale per vivere, per quanto possibile, questa delicatissima fase della vita con serenità e consapevolezza.

Il ruolo degli estrogeni nella crescita dei capelli in gravidanza

Insieme alla menopausa, la gravidanza rappresenta uno dei momenti più trasformativi nella vita della donna. In questo arco di tempo aumenta la produzione degli ormoni estrogeni, fondamentali per preparare il corpo al delicato momento del parto e al successivo periodo di allattamento. I cambiamenti ormonali e le diverse situazioni di stress possono influenzare la crescita, la densità e la forza dei capelli.
Durante la gravidanza, l’alto livello di estrogeni fa sì che i capelli rimangano più a lungo nella fase anagen del ciclo di crescita; questo determina una diminuzione del numero di capelli che entrano in fase telogen, alla fine della quale si verifica la caduta. Gli estrogeni contribuiscono a mantenere i capelli in salute, rinforzandoli e normalizzando la produzione di sebo. Per questo motivo molte donne sfoggiano chiome folte, voluminose e splendenti durante la gravidanza!
Grazie all’azione benefica degli ormoni femminili, è meno comune assistere a un diradamento dei capelli in questa fase della maternità. Tuttavia in condizioni di forte stress i follicoli piliferi possono entrare prematuramente in fase telogen, causando un aumento temporaneo della caduta di capelli.

La perdita dei capelli post parto


Se nel periodo che precede il parto i capelli acquistano volume e luminosità, infoltendosi, al termine della gravidanza è possibile notare una perdita maggiore. Si tratta di un fenomeno fisiologico, noto come telogen effluvium post-partum o alopecia post-partum, che ha una durata media di 6-10 mesi.
Durante l’allattamento si assiste anche all’aumento vertiginoso della produzione di prolattina, un ormone essenziale in questa fase, ma che può avere effetti negativi sulla salute dei bulbi piliferi. Alti valori di prolattina possono infatti indebolire i capelli, favorendone la caduta.

Come prendersi cura dei capelli in questo periodo così delicato?

Prevenire un’eccessiva perdita di capelli durante e dopo la gravidanza è possibile, grazie a qualche accorgimento in più:

  • seguire una dieta ricca di ferro, vitamine e minerali, indispensabili per mantenere dei capelli forti e sani.
  • limitare l’utilizzo intensivo di phon e piastre, avendo sempre cura di usare un termoprotettore prima di sottoporre i capelli al calore.
  • evitare acconciature troppo elaborate, che possono stressare i capelli, rendendoli più fragili e soggetti ad un rischio maggiore di rottura e caduta.
  • massaggiare quotidianamente il cuoio capelluto per stimolare il microcircolo e aumentare la quantità di sostanze nutritive che raggiungono i follicoli piliferi.

Infine consigliamo di utilizzare prodotti specifici, come la Linea Verde Anticaduta CRLAB: che contrasta la caduta dei capelli e ne promuove la crescita grazie alla sua azione rinforzante e ridensificante. L’intera linea è formulata con ingredienti attivi mirati e selezionati con cura, come gli estratti di cellule staminali di mela, che stimolano la fase di crescita attiva; e le proteine idrolizzate del lievito, note per l’azione fortificante e protettiva.

La perdita di capelli associata alla gravidanza è un fenomeno naturale e temporaneo, che può tuttavia avere effetti negativi sulla propria immagine e sull’umore. Se si osservano cambiamenti persistenti nella qualità dei capelli, è consigliabile eseguire un’analisi approfondita per verificare le cause effettive dell’indebolimento.

condividi:

Facebook
WhatsApp