Perdere i capelli… A colpi di tinta!

"Se bella vuoi apparire, un po' devi soffrire!":

 lo sanno bene le star! Ma se pensate che anche questa volta si tratti di diete drastiche, ginnastica compulsiva o di chirurgia e botulino, vi sbagliate. Questa volta nel mirino ci sono le tinte per capelli e… “il vuoto” che si lasciano alle spalle. Sembra infatti che tinte, meches, shatush e ammoniaca portino piano piano alla perdita dei capelli. E non è difficile immaginare il perché.

Passare dal bruno al biondo, e poi dal biondo al rosso, e poi di nuovo al bruno stressa i capelli e la loro struttura, portando via la loro naturale barriera protettiva e indebolendo i follicoli, tanto che spesso può iniziare un graduale ma vistoso diradamento.

I cambi di colore, per chi non vi può rinunciare, possono sì essere fatti ma attraverso passaggi graduali che garantiscano da una parte un buon risultato, dall’altro una minore aggressione al capello. Inoltre, cosa ancora più importante, bisogna affidarsi a mani esperte e prodotti di qualità, sia durante il “trattamento” che dopo, per dare ai capelli la giusta nutrizione e riequilibrare la loro fisiologia.

Lady Gaga litiga ogni giorno coi propri capelli bruni che devono invece essere rigorosamente platino; Kelly Osbourne si è dovuta “ristrutturare” la chioma dopo che il suo parrucchiere si era scordato la tinta in posa per troppo tempo; January Jones, che troppo ha giocato coi colori, ora ammette di perdere i capelli e di essere ad una passo dalla rasatura stile Ellen Ripley.

Come in tutte le cose, basta un po’ di testa…per salvare i capelli!

 

anche quest’ultimo studio conferma che tra le cause più frequenti ci sarebbero, oltre ai motivi ereditari, periodi di grave ansia e stress (dovuti a problemi di varia natura), gravidanza e post-partosbalzi ormonali, ma anche il botox e le diete “fai da te” che non rispettano il fabbisogno quotidiano di cui necessita l’organismo.

Pare comunque che l’alopecia femminile più diffusa sia proprio quella neurotica (dovuta allo stress e all’ansia) e che, a differenza di quella maschile, generalmente non causi la formazione di zone del cuoio capelluto totalmente calve, ma una caduta progressiva dei capelli.