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Forfora grassa e forfora secca: differenze, cause e rimedi

La forfora è uno dei disturbi più diffusi del cuoio capelluto, che colpisce persone di qualsiasi età. Pur trattandosi di una condizione in molti casi temporanea, la forfora può essere motivo d’imbarazzo, perché i sintomi sono visibili e difficili da nascondere, a causa della presenza di piccole squame bianche tra i capelli e sui vestiti. Scopriamo insieme le cause e, soprattutto, i rimedi più efficaci.

Che cos’è la forfora?

La forfora (o pitiriasi) è un disturbo del cuoio capelluto che si manifesta con un’intensa desquamazione della cute, causata da un ricambio accelerato delle cellule epidermiche. Una leggera presenza di scagliette bianche, quasi invisibili, è del tutto normale e dipende dal naturale rinnovamento cellulare che avviene ogni due settimane circa: in questo caso si parla di forfora fisiologica, dovuta al regolare ricambio dello strato corneo.

Quando il ricambio cellulare avviene più rapidamente del normale, le cellule epidermiche si distaccano prima di raggiungere la completa maturazione, depositandosi sul cuoio capelluto. Questi ammassi di cellule si presentano come squame bianco–grigiastre localizzate o diffuse su tutta la superficie del cuoio capelluto.

La forfora può essere occasionale – dovuta all’utilizzo di prodotti troppo aggressivi o a un’infezione temporanea – oppure patologica, quando il distacco delle cellule diventa particolarmente evidente. Generalmente insorge tra i 10 e 25 anni, e tende a migliorare tra 45 e i 55 anni, ma può persistere più a lungo sia nelle donne che negli uomini.

Quali sono le principali cause della forfora?

  • Le cause della forfora possono essere diverse e alcune possono intervenire contemporaneamente. Vediamo le principali:

  • • Squilibri ormonali
  • • Cattiva alimentazione
  • • Stress
  • • Utilizzo di prodotti per capelli troppo aggressivi (che possono disidratare il cuoio capelluto, favorendone la desquamazione)
  • • Dermatite seborroica


Esistono anche microrganismi che causano la forfora:
il PITYROSPORUM OVALE o MALASSEZIA FURFUR: un lievito che si trova comunemente nello strato corneo dell’epidermide e che, nella metà dei casi, porta allo sviluppo della forfora.

Questo lievito si nutre degli oli naturalmente presenti nel sebo, fondamentali per l’idratazione di cute e capelli. Scomponendosi, il sebo produce acido oleico, con un effetto irritativo per il cuoio capelluto: il cervello reagisce all’infiammazione con la produzione di nuovi strati cutanei, responsabili della comparsa della forfora.

Forfora secca e forfora grassa: quali sono le differenze?

Esistono due tipi diversi di forfora.

LA FORFORA SECCA: il cuoio capelluto è coperto da piccole squame molto fini, di colore biancastro, che si staccano facilmente dai capelli e impolverano gli abiti con uno spiacevole “effetto neve”. Le piccole scaglie bianche non sono altro che residui di cellule morte appartenenti allo strato corneo, che si distaccano visibilmente a causa di un eccessivo ricambio cellulare.

La formazione di questo tipo di forfora può dipendere dall’eccessiva secchezza del cuoio capelluto. La cute secca è caratterizzata da una carenza di acqua nel film idrolipidico, prima difesa della pelle dall’ambiente esterno. Quando la barriera cutanea è alterata, la pelle perde la sua capacità di trattenere l’acqua, causando secchezza e desquamazione. Una cute secca è un terreno favorevole per la formazione della forfora, spesso accompagnata da un fastidioso e diffuso prurito.

LA FORFORA GRASSA: il cuoio capelluto è coperto da squame più grosse e untuose, di colore giallastro, che aderiscono alla cute e ai capelli. L’aspetto di questo tipo di forfora è dovuto ad un’eccessiva produzione di sebo, che si accumula all’esterno dei follicoli piliferi, ricoprendo la cute ma anche le scaglie stesse.

La forfora grassa può essere provocata dalla dermatite seborroica, un’infiammazione della pelle che colpisce le zone ricche di ghiandole sebacee, che appaiono arrossate e desquamate. A questi sintomi si accompagna spesso una fastidiosa sensazione di prurito in testa, che può risultare anche molto doloroso.

Un sintomo tardivo associato all’eccessiva produzione di sebo (o seborrea) è la caduta dei capelli, che prende il nome di alopecia seborroica. La perdita dei capelli avviene quando il sebo in eccesso si accumula nei dotti escretori dei follicoli piliferi, impedendo la corretta ossigenazione e crescita dei capelli. Se oltre a problemi di forfora secca o grassa, noti anche un problema di caduta dei capelli, normalizzare il cuoio capelluto con i prodotti specifici antiforfora costituisce un primo passo verso la soluzione del problema.

L’iperidrosi del cuoio capelluto viene spesso confusa con la seborrea, ma l’iperidrosi non consiste in un’eccessiva produzione di sebo o in un’infiammazione, bensì in un aumento della produzione di acqua da parte delle ghiandole sudoripare. L’iperidrosi può essere una delle cause dei capelli grassi, poiché il sudore scioglie il sebo naturalmente presente sui capelli, rendendoli unti e lucidi.

Comprendere le cause della forfora è fondamentale per poter scegliere prodotti e trattamenti specifici per le proprie esigenze, risolvendo il problema alla radice. Per un risultato ottimale è possibile rivolgersi ai professionisti del settore, che potranno consigliare un percorso su misura.

Nei centri CRLAB i nostri professionisti sono a disposizione per effettuare un check up approfondito e ad una valutazione accurata della situazione esistente.

I rimedi: scopri i prodotti specifici CRLAB

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Questo principio attivo limita la proliferazione del lievito Malassezia, una delle principali cause di formazione della forfora;

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L’azione di questo betaidrossiacido limita la proliferazione del lievito Malassezia, uno dei principali responsabili della formazione della forfora

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