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Calvizie maschile, bald shaming e bullismo: una riflessione

La perdita dei capelli è sempre un fenomeno molto delicato da affrontare, a livello psicologico e sociale.

Chi si trova ad avere a che fare con la questione non sempre è in grado di accettarla o viverla con serenità. Per molti, comprensibilmente, si tratta di un evento di vasta portata che – oltre a modificare la propria immagine esteriore – può impattare anche sulla sfera affettiva e relazionale.

Abbiamo già più volte parlato delle cause che portano alla caduta dei capelli: traumi, periodi di forte stress, cicatrici dovute a interventi chirurgici o incidenti, un’alimentazione scorretta, per esempio, sono solo alcune. Anche la presenza di geni ereditari può aumentare in modo significativo la possibilità di essere soggetti a diradamento e perdita dei capelli (fenomeno peraltro che si manifesta diversamente tra uomini e donne, poiché gli uni vengono colpiti soprattutto nella zona frontale e del vertex, mentre le altre vedono un progressivo diradamento esteso). Infine – e ne abbiamo parlato approfonditamente in occasione dell’ottobre rosa – esiste anche l’alopecia temporanea, causata da particolari terapie oncologiche.

Calvizie maschile e bullismo

Oggi vorremmo dedicare però un’attenzione particolare alla calvizie maschile: una condizione che può avere inizio anche in giovane età e che il mondo esterno tratta spesso con scherno e avversione, alimentando in alcuni casi sentimenti di vergogna e disagio.

Avete mai sentito parlare di Bald Shaming? Rientra nella sfera più ampia del Body Shaming, espressione che significa letteralmente “derisione del corpo”, con cui si indica l’atto di prendersi gioco di qualcuno e/o di emarginarlo per qualcosa che riguarda il suo aspetto fisico.

Il Bald Shaming (bald = calvo) è una forma di bullismo che si manifesta con ripetute aggressioni fisiche e/o psicologiche nei confronti delle persone affette da alopecia o calvizie. Questa specie di trico-bullismo ha un target prevalentemente maschile e si estende, naturalmente, anche alle varie soluzioni prese in considerazione (protesi, impianti, tricopigmentazione).

Il teatro delle micro-aggressioni è la quotidianità: la risatina degli amici, il commento sussurrato in ufficio, la pacca scherzosa sul cappello indossato per nascondere il disagio. Sappiamo bene quanto la percezione della propria immagine possa essere minata dai commenti esterni: condannare ogni forma di bullismo è un atto di civiltà.

La strada verso il benessere

Da una parte non è difficile notare l’esistenza di un doppio standard, nel modo in cui la società tratta il tema della calvizie: è dato quasi per scontato che la donna debba creare una soluzione per preservare la propria immagine (cosa peraltro affatto scontata!) e, di contro, si pensa che l’uomo debba rassegnarsi alla sua nuova condizione, senza peccare di vanità.

Dall’altra parte è bene sottolineare che dietro un grande cambiamento estetico si nasconde spesso un difficile percorso psicologico. Per questo noi crediamo che ognuno debba essere libero di scegliere la propria strada verso il benessere.

Il metodo CRLAB

Il nostro sistema protesico, che consente l’infoltimento dei capelli senza ricorrere ad alcun intervento chirurgico, è una tecnica innovativa, non invasiva, efficace e affidabile. Attraverso una consulenza guidata e personalizzata, insieme a CRLAB è possibile intraprendere un percorso che porta ad avere letteralmente una chioma nuova, innestando una selezione di capelli naturali (“vergini” e cioè mai trattati) su una base polimerica che funge da secondo cuoio capelluto. Si tratta di un procedimento sicuro, frutto di ricerca e innovazione continue: una soluzione pensata per chi desidera ritrovare la serenità in ogni occasione della vita quotidiana.

Per approfondire, vi consigliamo di proseguire la lettura qui.

Per qualsiasi dubbio e per saperne di più, vi invitiamo a contattare i nostri Centri o a chiamare il numero verde 800 150 150.

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