Area scientifica

Collaborazione scientifica del prof. Marco Toscani e del dott. Pasquale Fino, Cattedra di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica, Policlinico Umberto I – Università “Sapienza” di Roma.

Il ciclo di vita e la conseguente crescita del capello avviene alla velocità di 1-1,5 cm al mese. Il capello è un elemento vivente che segue un ciclo pilifero della durata media di 2-6 anni. Nell’uomo, al contrario degli altri mammiferi che sono sottoposti ad una muta periodica, questa evoluzione ciclica non è sincrona (quindi ogni capello è indipendente dagli altri). Una perdita fisiologica di capelli fino ad un massimo di cento al giorno è da considerarsi normale. I capelli crescono ciclicamente seguendo tre fasi: una fase di crescita chiamata anagen, una fase di regressione detta catagen ed infine un periodo di riposo detto telogen.

Fasi del ciclo del capello
Fasi del ciclo del capello
Il ciclo del capello
Il ciclo del capello
Relativamente alla diversa durata delle varie fasi del ciclo del capello ed in condizioni normali, i capelli in fase anagen costituiscono l’80-90% del totale, quelli in fase catagen l’1% ed infine quelli in telogen il 10-20%.

La fase di crescita del capello: fase Anagen

Nella fase anagen si riconoscono sei sottofasi. Le prime cinque sottofasi occupano un periodo abbastanza breve e costituiscono la fase proliferativa, mentre la sesta fase è quella più lunga ed è caratterizzata da una fase di differenziazione. La durata della fase anagen è diversa nell’uomo e nella donna. È riconosciuto che normalmente nell’uomo è di circa 2-4 anni, mentre nella donna è di circa 3-6 anni.

La fase di regressione del capello: fase Catagen

La fase catagen rappresenta il momento in cui il follicolo comincia a diminuire e man mano ad arrestare la propria attività mitotica. Essa ha una durata di circa 7-21 giorni. È difficile trovare capelli in fase catagen al tricogramma.

La fase di riposo del capello: fase Telogen

La fase telogen rappresenta la fase di riposo del follicolo ed ha una durata di circa 3 mesi nel corso dei quali il sacco follicolare, che contiene il bulbo del capello, risale verso l’epidermide. Questa scalata avviene a spese del segmento inferiore del follicolo. In questa fase il bulbo assume l’aspetto tipico a clava dovuto alla retrazione di tutte le guaine follicolari. Un volta terminata questa risalita, il bulbo si trova proiettato verso l’esterno ed alla prima trazione (nel corso di uno schampoo o per un colpo di spazzola) esso lascerà la sede follicolare nella quale sarà probabilmente già ripartito un ciclo anagen per un nuovo capello.
Nell’uomo il ciclo del capello nei vari follicoli del cuoio capelluto è piuttosto asincrono rispetto a quello dei mammiferi che sottostanno ad una muta periodica. Tuttavia nell’uomo esistono nel corso dell’anno due periodi nei quali si assiste ad una caduta di capelli in fase telogen,. Questo avviene nel periodo primaverile e molto più visibilmente nel periodo autunnale. Questa ritmicità sembra obbedire e sottostare a diversi fenomeni ciclici naturali, come la lunghezza della giornata e le variazioni della temperatura nei diversi giorni dell’anno.

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Ciclo di vita del capello

Il ciclo di vita e la conseguente crescita del capello avviene alla velocità di 1-1,5 cm al mese. Il capello è un elemento vivente che segue un ciclo pilifero della durata media di 2-6 anni. Nell’uomo, al contrario degli altri mammiferi che sono sottoposti ad una muta periodica, questa evoluzione ciclica non è sincrona (quindi ogni capello è indipendente dagli altri). Una perdita fisiologica di capelli fino ad un massimo di cento al giorno è da considerarsi normale. I capelli crescono ciclicamente seguendo tre fasi: una fase di crescita chiamata anagen, una fase di regressione detta catagen ed infine un periodo di riposo detto telogen.

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Alopecie post-infettive

Si tratta di alopecie che si verificano dopo specifiche malattie infettive.
Possono avvenire durante gravi stati febbrili determinando in questi casi un effluvium in anagen, mentre – quando sono legate a malattie febbrili più blande, alla sifilide secondaria, all’ epatite virale e ad infezioni ad andamento cronico – in genere si presentano con il quadro del telogen effluvium. Infezioni da Varicella e herpes zoster possono esitare in aree ovalari di 2-3 mm di diametro nel primo caso, in aree più vaste ma limitate ad un

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Capelli secchi

Sia uomini che donne di ogni età possono avere i capelli secchi e aridi. Tale situazione viene vissuta non solo come un problema di tipo estetico ma col tempo può rappresentare un problema di salute dei capelli. I capelli secchi spesso appaiono deboli, fragili e tendono a sfibrarsi ed a spezzarsi.
I capelli secchi spesso sono soggetti a tricoptilosi (doppie punte) o altre forme di danneggiamento del fusto.

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Iperidrosi

Un’eccessiva produzione di sudore su tutta la superficie corporea o solo in alcune zone (soprattutto cuoio capelluto, palmo delle mani, pianta dei piedi) viene detta iperidrosi.
Cause che possono determinare una iperidrosi temporanea sono iperattività fisica, stati febbrili, sauna, vomito e dissenteria. Invece cause che possono determinare uno stato ripetuto di iperidrosi sono ipertiroidismo, ipoglicemia ed alcoolismo.

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Capelli rovinati

Le alterazioni del fusto dei capelli comportano un deterioramento di questi con comparsa di capelli rovinati o danneggiati.
Nel capello sano la cuticola è integra, con squame adese. Il capello con presenza di punte integre appare lucido, elastico e si pettina con facilità.

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Ghiandole Sebacee

Le ghiandole sebacee sono ghiandole che hanno la funzione di secernere il sebo, sostanza grassa, acida, con pH 3,5. Esse sono poste lateralmente al follicolo pilifero. Le ghiandole sebacee sono localizzate con una densità di circa 100/cm2 su tutto l’ambito cutaneo. Nel corpo umano sono ubicate su tutta la superficie cutanea, tranne che sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi. Vere ghiandole sebacee si trovano nel meato acustico esterno e nelle palpebre dove si presentano allungate e appiattite. Qui esse prendono il nome di ghiandole tarsali (di Meibomio).

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